Solea


Tutto ha un inizio e una fine.

All'inizio era Casino Totale. Si finisce con il moto perpetuo di Solea.


Non poteva avere chiusa migliore, la più grande opera della letteratura francese degli ultimi 20 anni, e quella che viene considerata l'opera marsigliese più di rilievo.

In una scena spesso impalpabile, Jean-Claude Izzo ha trascinato cuori e fatto volare immaginari della mente e dello spirito.

Con questo terzo e ultimo capitolo della trilogia, il lettore termina il suo pellegrinaggio tra le meravigliose pagine della storia, arrivando al massimo del coinvolgimento tra entusiasmi e passioni.

Un capolavoro. Tutta la trilogia ma in particolare questo libro: Solea. Caratterizzato da una scrittura ritmica e trascinante, ogni pagina accompagna a un epilogo che tocca direttamente alle emozioni più profonde.


Ad aiutare in questo percorso è proprio l'umanità di Montale, il protagonista, che fino alla fine ci dimostra la natura di un animo romantico, a volte anche esasperato. Tutto questo, come un vero noir pretenda, si manifesta tra laghi di sangue, lacrime e sparatorie espiatrici di vendetta e regolamenti di conti.


Come far sposare l'umanità e il romanticismo alla vita, con la passione e l'esplosione di rabbia che zampilla letteralmente dalle pagine?

Jean-Claude Izzo non ci spiega come ma ne rende credibile il risultato con un romanzo senza precedenti. Senso dell'inconcluso, pentimenti, malinconie, rabbia, vendetta, amore, disgusto. Può esserci tutto questo in un solo romanzo? Se avete letto i primi due, sapete quanto questo sia possibile.

Lo scrittore marsigliese chiude magistralmente la saga di Montale e ne enfatizza i caratteri contraddistintivi, convincendo il lettore della sua reale esistenza. Lo conferma l'amore e l'empatia per il protagonista che si genera pagina dopo pagina.


Un miracolo letterario che riesce tramite l'umanizzazione delle sensazioni provate da Montale. Izzo ci trascina letteralmente nella sua visione della vita, dove esso si nutre di dettagli: il profumo di una donna, il cibo, il mare, il buon vino, l'odore del timo, la risata di un amico.


Le piccole cose che fanno grande la propria esistenza e spesso la enfatizzano o la mortificano. Alcune pagine potrebbero essere gli stralci nel diario di chiunque. Un processo involontario di immedesimazione che non perde potere nemmeno dopo l'ultimo capoverso.


Difatti, alla chiusa di questo libro, il lettore sentirà il lutto di un amico che saluta per sempre la fine del viaggio insieme.


Un romanzo e una trilogia capolavoro che non vede imitazioni o possibilità di replica.


Consigliato a chi vive i libri...non limitandosi solamente a leggere.