La Sposa di sangue


È il primo romanzo "noir" della trilogia di Carmen Mola, pubblicato nel 2018. Il successo fu repentino e nel 2019 uscì la seconda parte intitolata "La Red Purpurea". Nel 2020 la terza parte "La Nena".


Dai dati attuali è stato venduto quasi mezzo milione di copie e il volume è tradotto in undici lingue. I social network hanno ulteriormente esteso la fama dell'opera, tanto che la Diagonale TV e Viacom International Studios hanno firmato un contratto con l'autrice per adattare l'opera al grande schermo, e Atresplayer Premium si è aggiudicata la proiezione della serie.


Carmen Mola -il nome è uno pseudonimo- è stata paragonata e definita "la spagnola Elena Ferrante", ma forse più per la fama conquistata che non per il modo di narrare. Professoressa universitaria, nata a Madrid, non intende svelare la propria identità: che il lettore si concentri sulla narrazione ed i loro personaggi.


E così avviene appena si apre il libro. "Prima parte. - Il cielo in una stanza. Quando stai con me , questa camera non ha più pareti, solo alberi, alberi infiniti."

Un bambino rapito in pieno centro storico a Madrid, e la cui identità si scoprirà nella parte finale del libro, è rinchiuso in una stanza buia e insalubre, in compagnia solo dei suoi pensieri.


Ciò che succede al piccolo si racconta in capitoli alterni ne "La Novia Gitana", perché questa storia si svilupperà poi nella seconda parte della trilogia. Carmen Mola sa come procedere, e come incuriosire. È molto diretta nella sua narrazione, così tanto che gli eventi raccontati sono crudi, terribili, non risparmiano particolari raccapriccianti. Continuare a leggere può essere difficile.


Il male è presentato nel modo più semplice e atroce, senza prudenze. È il male puro, quello che toglie il fiato e ti obbliga a fermarti. Non vuoi credere che sia possibile.

Gli eventi sono incalzanti, e non concedono tempo per riflettere, devi solo prenderne atto. E così, i brevi capitoli si susseguono uno dopo l'altro.


Senza rendertene conto, sei già dentro al "film" e sei Elena Blanco, ispettrice esemplare della BAC, amante delle grappe italiane invecchiate e pregiate, delle auto d'epoca; guida un fuoristrada Lada e adora cantare al Karaoke le canzoni di Mina. E come Elena Blanco sei sulla scena raccapricciante di un omicidio dove una giovane promessa sposa della comunità Gitana è stata torturata e uccisa ferocemente.


La ispettrice della BAC, la polizia d'élite che ha carta bianca nelle indagini più sinistre e

complicate, è una dedita professionista, intuitiva come pochi sanno essere.

Anche sotto questo aspetto, l'autrice rivela un'approfondita conoscenza di come si svolgono le indagini e della rapidità con la quale si deve agire per combattere contro il tempo e anticipare, a volte, le mosse degli antagonisti.


È questo un romanzo noir che si legge velocemente, è incalzante e sorprendente. Carmen Mola ci coinvolge e ci fa partecipi del mistero senza troppi preamboli, coinvolgendo il lettore in un turbinio di emozioni senza sosta.


Un "noir" coinvolgente come pochi.

Buona lettura!