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Ferdinando

dagostino

Nasce il 29 giugno del 1979 a Milano. 
Dopo gli studi tecnici decide di indirizzare il proprio percorso verso specializzazioni più creative. Negli anni consegue master in Grafica pubblicitaria, web designer e web marketing e la sua professione inizia prima come tecnico informatico nell’area web per poi spostarsi 
negli anni verso la grafica pubblicitaria. I ruoli ricoperti in agenzie pubblicitarie e in redazioni giornalistiche, gli permettono di aggiungere al bagaglio formativo capacità di analisi e progettazione. Oggi è consulente Web Designer SEO e fondatore della web agency creativa SaidiSEO. 


La passione per la scrittura inizia in età giovanile con quella che inizialmente è una propensione verso la poesia. Dopo anni di parole nei cassetti e nei diari, partecipa ad alcuni concorsi di poesia e scrittura. Nel 2006 vince il primo premio con la composizione L’uomo del faro al concorso organizzato del sito nazionale Scrivi.com. Successivamente, menzionato sulla rivista indipendente “Il foglio dei poeti”, decide di partecipare alla pubblicazione on-line del circolo “Il gabbiano” con il brano Polvere. Nel 2010 arriva secondo classificato al concorso di poesia “Poesie e Parole” con il componimento poetico Semplicemente.


Nel frattempo, arriva l’incontro con la Scuola di Scrittura del noto scrittore e poeta Roberto Agostini. Con il circolo partecipa alla pubblicazione di due antologie insieme ad altri autori. Nel 2012 partecipa alla raccolta “Più di quattordici mani” e nel 2015 all’interno della raccolta “Ghirlande di Natale”.


Nel 2014, sempre grazie ad una iniziativa culturale, il suo breve racconto Veramente magia viene selezionato insieme ad altri componimenti da Sagome e Teatro per una rappresentazione narrativa scelta e svolta da prestigiosi attori del panorama italiano.

 

Nello stesso anno nasce l’idea di unire la propria vena artistica con l’amico e disegnatore Simone Pasini, con il quale pubblica il racconto Filastrocca del bandito e nel 2015 la riedizione del racconto Lividi.

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FOLIAGE - poesie

La poesia è il nettare di chi ama ubriacarsi con il malto di una vita che spesso ha sapori troppo amari o insipidi.


Questa raccolta di poesie, di parole, versi ed ispirazioni, è un omaggio alla poesia stessa, alla vita e all'amore.

Contiene dieci illustrazioni di Dalila Tartaglione, che ha interpretato alcune delle poesie pubblicate.

quattro chiacchiere con ferdinando

[D] Ciao Ferdinando. Innanzitutto, grazie della tua disponibilità. Da sempre ami la parola scritta e non puoi fare a meno di esprimerti tramite i versi. La poesia ti affascina e ti rappresenta. Andiamo quindi dritti al cuore di questa passione. Scrivere… perché?

Mi piacerebbe sfruttare uno delle frasi principe di Reading All, ovvero si scrive perché vivere non basta. Consapevole che rispondere in questo modo sia furtivo e riduttivo, aggiungo che scrivere per me è la forma di comunicazione più naturale. In quanto naturale arriva direttamente dalla pancia. Viviamo storie ed esperienze direttamente sulla pelle. Le parole sono il modo con il quale assorbiamo e introiettiamo il mondo che ci circonda. Scrivendone di nuove creiamo nuovi mondi a nostra volta. Creare è la cosa che ci avvicina di più a un concetto di immortalità senza l'esigenza di scomodare gli dei.

[D] Quando hai capito che non avresti potuto prescindere dalla tua passione per la scrittura?
A otto anni. Mi innervosivo terribilmente per come i miei temi a scuola, nel computo della classe,  fossero riconosciuti molto più interessanti nei contenuti ma aimè soggetti alle normali falle linguistiche e grammaticali della mia mancanza di apprendimento. Non mi dispiacevo per un insufficienza in quanto tale, bensì perché sentivo che ciò che volevo comunicare non arrivava con merito a seguito del mio mezzo acerbo. Poi mia madre mi ha regalato un diario di Scooby-Doo. Non era per la scuola. Mi invitò a scriverci dentro quando ne sentivo il bisogno. Forse per assecondare parte di quella introspezione che spesso gli adulti notavano nel mio modo di osservare il mondo esterno, in rigoroso silenzio, anche in situazioni spesso traumatiche. Nessun regalo fu più profetico. Da allora la mia mente ha incontrato la carta come isola dove approdare. Le parole sono il traghetto con il quale corro sempre al riparo.


[D] Se ti dico Reading All, cosa ti viene in mente? A parole tue.
Mi viene in mente il rumore della carta. Sono consapevole che sia un servizio di digitalizzazione. Eppure per me è un modo di riqualificare e dare nuovo spazio al prodotto editoriale. Anche in un mondo dove modi e mezzi cambiano, il contenuto può essere protetto.


[D] Entri in un bar. Ti siedi al bancone. Vicino a te c’è un uomo che sta scrivendo assorto su un foglio di carta. Dai una sbirciata e leggi. Cosa c’è scritto su quel foglio?
Adoro il mistero e gli incipit aperti a storie tutte da scrivere. Quindi mi piacerebbe vederci disegnata una freccia che mi inviti a girare il foglio. Una volta girato mi piacerebbe leggere un indirizzo e un orario sconosciuto al quale farmi trovare. Solo in quel luogo e a quella ora...inizierà la storia.


[D] Qual è il posto più strano dove hai detto “datemi un foglio, devo scrivere”! O la situazione in cui proprio non hai potuto fare a meno di fermarti per scrivere un verso.
Per anni ho scritto sui mezzi, in treno, per strada. Credo che il momento che non dimenticherò mai sarà il 2002. Autunno pieno. Ero sul tetto del Duomo, quando ancora la visita non era a tempo. Nascosto tra due guglie, guardando la piazza che brulicava di gente, ho preso il mio quaderno e a matita ho scritto poesie senza freno, fino all'imbrunire della sera. Immerso nella mia sciarpa ho pensato di quanto quell'istante fosse unico, impagabile e saziante. Il giorno dopo grazie a tutto quel vento mi presi influenza e febbre. Cinque giorni a letto ma ne valse decisamente la pena.


[D] Quali sono i poeti o gli scrittori che più ti hanno ispirato o ai quali ti ispiri quando scrivi?
Quando scrivo poesie c'è un nome su tutti: Fernando Pessoa. Il poeta che più fa vibrare la mia anima e la mia carne nello stesso momento. Anche Prevert mi ha sempre colpito e spesso mi ritrovo a rileggere poesie che già conosco. Eppure la poesia ha una lista lunga di compagni di viaggio, la risposta meriterebbe un agorà e non un club ristretto. Quando scrivo racconti o storie, invece, il mio amore per il noir prende il sopravvento. Carlotto, Dazieri, De Cataldo sono sicuramente quelli che prediligo. Eppure uno su tutti e con un largo stacco dal secondo, resta sempre Jean-Claude Izzo. La mia formazione è anche molto classica e quindi non posso dimenticare il mio amore fedele per Pirandello, Dostoevskij e Alexander Dumas.


[D] Quali progetti vedi per il tuo futuro?

Uno su tutti è continuare la mia attività di imprenditore digitale. Una carriera complicata e sicuramente sfidante che mi sta permettendo di vedere nascere e crescere le mie idee e il mio brand. La speranza è che nonostante il periodo complicato, si possa fare sempre con profitto ma senza mai prescindere dalla creatività e dalle splendide persone del mio team, le quali legittimano ogni giorno e ogni sforzo.

In quanto alla scrittura, mi basta sperare che continui a far parte della mia vita ma senza parlarne dal buio di un cassetto, bensì alla luce di uno scaffale.

[D] L’emozione o la parola che vorresti generare in chi ti legge?

Coinvolgimento. Forse addirittura estraneazione. Mi piacerebbe creare un processo di immersione nelle storie. In modo tale da rapire il lettore in un viaggio surreale tra i miei personaggi e le loro avventure. Stessa cose vale per le poesie. Creare un coinvolgimento totale che possa trasportare lontani dalla realtà. In modo tale da volerci tornare ogni volta che mi si legge e magari, perché no, trovarci riparo quando si vuole vivere oltre la realtà.


[D] Consigliaci 3 libri da leggere assolutamente prima di morire.
La trilogia marsigliese di Jean-Claude Izzo. Credo sia una saga speciale. Non ho mai letto un libro capace di farti sentire il profumo dei limoni, gli schizzi d'acqua sul viso o il tatto del basilico tra le mani. Una vera e propria avventura metafisica.

Il Conte di Montecristo. Nessuna, seppur magnifica, rivisitazione cinematografica potrà avvicinarsi al capolavoro di Dumas. In questo libro ci sono tutti gli abissi dell'animo umano. Dall'amore più profondo al bruciare della vendetta, passando dal ruvido della miserabilità. Sogni e misfatti si avviluppano tra di loro. Una storia che coinvolge. Una scrittura unica e irripetibile.


Il Profumo di Patrick Süskind. Non è un semplice libro. Le pagine sono una esperienza che entra sottopelle e giustamente, una gamma di profumi e odori che si annidano nel naso e nel cervello. Una allegoria incredibile sul bisogno dell'essere umano di essere amato. Questo titolo parla dell'essenza, non a caso, della nostra esistenza.


[D] Con quale scrittore o poeta vorresti scambiare due chiacchiere? E se potessi, quale domanda faresti?

A Lisbona, seduto sul monumento dedicato a Pessoa che appunto lo raffigura seduto sulla sua abituale panchina, ho immaginato di scambiare pareri sul suo capolavoro l'Altrove. Non ha risposto. Quindi credo di essermi già giocato questa possibilità.

[D] Qual è la poesia da te scritta alla quale sei più legato e perché?
“Battito”. Lì dentro ci sono battiti che non torneranno ma che ancora risuonano.


[D] Grazie della tua disponibilità e ora una domanda alla Marzullo che non può mancare. Se tu fossi un libro… quale saresti e perché?
Credo sarei un libro scritto ma mai pubblicato. Uno di quei libri inediti di cui parlano tutti ma che nessuno è sicuro davvero di sapere cosa racconti.